”Senza vergogna”. Cosi’ il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, intervistato a 24Mattino, su Radio24, ha definito coloro che, in particolare nel Pd, hanno chiesto le sue dimissioni a seguito del terremoto giudiziario per le tangenti sul Mose in quanto, pur non essendo colpito dalle indagini, in qualita’ di capo della giunta regionale non poteva non sapere.

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”Si tratta di indagini in corso da cinque anni relative a fatti risalenti agli anni ’90, quando io andavo ancora a scuola”, ha premesso Zaia. ”In ogni caso – ha aggiunto – desta l’amaro in bocca vedere che il Pd, o almeno alcune persone al suo interno, con il loro sindaco di Venezia agli arresti e con il loro ex capogruppo in consiglio regionale anch’egli agli arresti, invece di parlare del proprio problema chiede le dimissioni dell’unico che si e’ comportato correttamente, come riconosciuto anche dai magistrati.

Sono senza vergogna”, ha affermato il capo della giunta veneta. ”Allora – ha osservato – in base alla proprieta’ transitiva per cui dovrei dimettermi io, dovrebbe dimettersi anche il premier”, ha concluso Zaia.

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